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Come si corregge l'errore? Il metodo di Alessandro Recenti [Bonus: case history Marcelo Bielsa]


In questo articolo ti rivelerò come analizzo i miei errori post-partita per poter organizzare gli allenamenti della settimana correggendo le situazioni errate che si sono verificate in campo durante la partita.


Non solo: al suo interno conoscerai l’errore di comunicazione che Marcelo Bielsa fece nei confronti di Hernan Crespo.


Sei pronto? Iniziamo!



Ciao, sono Alessandro Recenti, attuale viceallenatore dell’Fc Sion in serie A svizzera.


Ho viaggiato per l’Europa allenando in Svizzera, Ungheria ed Albania.


Mi piace raccontare che sono partita allenando una squadra di amici dell’oratorio sino ad arrivare in Serie A ed a partecipare all’Europa League.


Ho fatto della mia passione il mio lavoro.


Insieme a mia moglie Sara ho fondato Coaches! la community degli allenatori.


Studiare, comprendere, adattare e trasmettere il nostro metodo.


Ebbene sì te lo devo dire, anche gli allenatori sbagliano.


E non è il titolo di una soap opera!


Alla fine della giornata di allenamento, quando mi dedico alla analisi della giornata, mi chiedo quanti errori ho commesso nel dare indicazioni, nello spiegare le esercitazioni in campo oppure nel preparare la partita.


Ho imparato ad autovalutarmi perché il lavoro che faccio su me stesso servirà poi per il lavoro che porterò in campo.


Sulla base di questo ho pensato a 2 domande (ed alcune sotto-domande) che mi faccio ogni volta che penso ad una correzione che voglio portare ad un giocatore, o alla squadra, nel primo allenamento dopo la partita quando vado a creare esercitazioni per correggere quelli che secondo me sono stati gli errori.


La prima domanda che però mi faccio prima di andare ad analizzare quello che hanno fatto i miei giocatori è...


Quali errori ho commesso durante la partita?


Lascia che te lo dica.


Auto valutarmi cercando di individuare gli errori che ho commesso è stato, e lo è tutt’ora, parte della mia crescita.


In serie A come nelle categorie giovanili.


Creare identità.


A questo proposito ti linko l'articolo che ho scritto su come Carlo Ancelotti crea identità di squadra.


Crea mentalità.


Dovrai capire tu come renderla vincente.


Ora però vorrai sapere quali sono le domande che mi faccio prima di preparare una correzione.


1. Conosco il motivo della scelta fatta dal giocatore?


Questa la ritengo la più importante.


Conosco i miei giocatori? Conosco cosa pensano? Perché vanno una determinata scelta e perché si comportano in un determinato modo?


Queste “sotto-domande” vanno ulteriormente a rafforzare la prima domanda.


È alla base del rapporto allenatore-giocatore.


Pablo Picasso diceva “non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per comprendere”.


Questa citazione ci fa capire il vero senso della prima domanda.


Conoscere per comprendere.


La seconda domanda è un prolungamento della prima, tutto strettamente connesso.


2. Ho analizzato la scelta come mia (Cosa avrei fatto in quel momento di gioco)?


Mi posso basare sull’esperienza, sulla competenza, sulla lettura della situazione, ma questi tre argomenti sono fini a sé stessi se non tengo conto di tutti gli aspetti che fanno parte della partita e mi baso esclusivamente sull’aspetto calcistico della situazione.


Lascia che ti spieghi.


Noi allenatori in panchina abbiamo una visione completamente differente dalla visione dei giocatori, e dell’arbitro aggiungo, ma tratteremo questo argomento in un altro articolo.


Abbiamo un’emozione completamente alterata rispetto al giocatore, il quale deve far fronte anche ad una serie di variabili come i compagni, gli avversari, il momento della partita, i tifosi o genitori, ed altre situazioni tipiche di una partita di calcio.


All’inizio della mia carriera urlavo ad ogni singola situazione che ritenevo sbagliata, sbraitavo per farmi sentire.


Non coglievo l’emozione dei miei giocatori in quel momento.


Ho capito poi che stavo commettendo un errore importante.


La correzione deve essere data nel momento in cui il giocatore la sappia ricevere.


Cogliere le emozioni ti aiuta a portare migliori correzioni.


Queste due domande e successive considerazioni mi permettono di avere chiarezza nella mia mente.


Per fare una correzione devo avere chiaro ogni singola emozione, scelta, variabile e situazione (in questo preciso ordine).


Noi allenatori non dobbiamo pensare di essere perfetti, macchine infallibili.


Dobbiamo cercare di commettere meno errori possibili.


In qualsiasi categoria si commettono errori.


Qualsiasi allenatore li commette.


A questo proposito ti riporto una lettera che Marcelo Bielsa scrisse ad Hernan Crespo proprio per chiedere scusa di un suo errore (riportata da “Il Clarin”)


Vi racconto un mio grave errore. È uno di quegli errori che non mi perdono. Ho avuto l’occasione di allenare un grandissimo centravanti, Hernan Crespo. Era un giocatore molto generoso. Ho avuto l’occasione di allenarlo in due momenti: quando stava maturando e quando già era maturato. Quando stava maturando, gli dissi una volta che lo consideravo già maturo. Ma gli stavo mentendo, cercavo di rafforzare la sua autostima assegnandogli una caratteristica che non pensavo lui avesse. Quando è passato il tempo e lui è maturato per davvero, allora gli dissi: “Che maturità hai acquisito, non sei più quello di prima”. E lui mi rispose: “Ma se proprio tu mi avevi detto che mi consideravi già maturo. Allora mi hai preso in giro, mi hai detto che ero già maturo ma non lo pensavi veramente. E non mi sono mai perdonato quell’errore. Racconto tutto questo non per il gusto di raccontarvelo ma per chiedere pubblicamente scusa a Crespo, perché so di averlo ingannato. Se uno inganna il proprio figlio perché ottenga in un determinato momento la forza mentale necessaria, avrà ottenuto un risultato nell’immediato ma lo avrà danneggiato per il futuro, perché lo avrà convinto di essere qualcosa che non è. Ci sono processi che si completano con la maturità ma quando non sei maturo puoi comunque possedere qualcosa di ciò che avrai maturando ma puoi possederlo per una frazione di tempo. E l’errore che ho commesso con Crespo è stato quello di dirgli che il suo processo di maturazione fosse già completo ma non lo pensavo realmente. Perché lui poi è diventato veramente quello che io gli dissi che già era”.

(La risposta di Crespo è arrivata subito riconoscendo la grande umanità dell’allenatore argentino).


Le parole scritte da Bielsa a Crespo sono di una umiltà dannatamente contaminante.


Ci fanno capire che riconoscere l’errore sta alla base della costruzione della nostra identità da allenatore.


Come dicevo all’inizio dell’articolo...anche gli allenatori sbagliano.


Quando impari ad analizzare te stesso, inizi a conoscere i tuoi giocatori.

Un abbraccio,

Alessandro e Sara



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