La relazione cervello-mente: le strategie esecutive
- Marco Rovere
- 4 giorni fa
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Le funzioni esecutive sono un complesso sistema di moduli funzionali che regolano i processi di pianificazione, controllo e coordinazione del sistema cognitivo, e che governano l’attivazione e la modulazione di schemi e processi cognitivi.
Le funzioni esecutive sono tutte quelle operazioni mentali che permettono la formulazione degli obiettivi e l’organizzazione delle azioni per il loro raggiungimento (Diamond, 2013).
A livello neuroscientifico, la “sede” delle funzioni esecutive è la corteccia prefrontale, area cerebrale situata davanti alla corteccia motoria primaria e alla corteccia premotoria, implicata nella pianificazione dei processi cognitivi complessi, nell’espressione della personalità̀, nella presa delle decisioni e nella regolazione del comportamento sociale.
La sua funzione fondamentale consiste nell’orientare pensieri e azioni in funzione degli obiettivi personali. Creare strategie.
Durante l’adolescenza, l’attività della corteccia prefrontale esercita un’influenza particolarmente significativa sul comportamento.

A cosa servono le funzioni esecutive?
Pianificare l’obiettivo
Organizzare, gestire e scegliere
Selezionare azioni
Resistere alle interferenze
Inibire comportamenti automatici
Monitorare l’esecuzione dell’azione
Anticipare le conseguenze
Cambiare ciò che è stato pianificato
Le funzioni esecutive includono, tra le altre capacità cognitive:
La memoria di lavoro, ovvero la capacità di mantenere e manipolare contemporaneamente più informazioni, organizzandole, stabilendo priorità e individuando somiglianze e differenze.
La flessibilità cognitiva, intesa come la capacità di passare agevolmente da un’idea all’altra evitando rigidità di pensiero e schemi preconcetti.
Il controllo inibitorio, che riguarda la regolazione degli impulsi e la gestione consapevole delle emozioni, permettendo di modulare il comportamento in funzione del contesto.
Quando entrano in gioco?
Le funzioni esecutive si attivano ogni volta che la persona mette in atto comportamenti orientati a uno scopo, in particolare all’interno di contesti di gioco e di cooperazione.
Esse consentono di individuare e mantenere in memoria gli stimoli rilevanti, di elaborare strategie d’azione coerenti, di selezionare le risposte comportamentali più adeguate e di adattarle in base alle richieste della situazione.

Di seguito verranno riportate alcune strategie per allenare le funzioni esecutive nel contesto calcistico.
Strategie per allenare la memoria di lavoro:
Dare un nome a quello che si fa (keywords)
Equilibrio tra vincoli e logica interna del gioco
Creare incertezza per trovare adattamento, proponendo esercitazioni aperte
Strategie per allenare il controllo inibitorio:
Creare esercitazioni che richiedano di distribuire l’attenzione su più stimoli
Cambiare l’obiettivo dell’esercitazione durante lo svolgimento
“Stressare” l’atleta
Strategie per allenare la flessibilità cognitiva:
Creare situazioni di asimmetria numerica
Cambiare l’obiettivo in funzione del risultato ottenuto in una variante
Cambiare obiettivo individuale in relazione allo sviluppo di gioco
Promuovere il consolidamento delle funzioni esecutive in adolescenza rappresenta quindi un obiettivo fondamentale per accompagnare i giovani verso l’età adulta, favorendo non solo migliori prestazioni, ma anche lo sviluppo di individui consapevoli, proattivi e responsabili.
Riferimenti bibliografici:
Diamond, A. (2013). Executive functions. Annual Review of Psychology, 64(1), 135168. https://doi.org/10.1146/annurev-psych-113011-143750
Menozzi, A. (2022). PSICOLOGIA IN CAMPO: Allenare le abilità psicologiche nel settore giovanile. Amazon Publishing




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