Ronaldo il Fenomeno è stato l'attaccante più forte di tutti i tempi?
- Alessandro Moppi

- 12 ore fa
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Ho deciso di scrivere questo articolo perché, ricordando la mia adolescenza, il protagonista dell’articolo, era uno dei giocatori a cui mi ispiravo. Per questo mi piacerebbe che gli addetti ai lavori più giovani, che magari non lo hanno visto giocare, possano scoprire e magari andare a rivedere che tipo di giocatore fosse.
Luís Nazário de Lima, noto semplicemente come Ronaldo, è stato, ed è, una delle figure più iconiche nella storia del calcio. Classe 1976, brasiliano di Rio de Janeiro, Ronaldo è considerato uno dei più grandi attaccanti di tutti i tempi. La sua carriera è stata segnata da gol spettacolari, successi internazionali e purtroppo anche da numerosi infortuni che ne hanno limitato l’ascesa continua. Tuttavia, il suo talento è stato così straordinario da renderlo una leggenda vivente, nonostante le difficoltà.

La carriera:
Gli inizi: talento precoce
Ronaldo cominciò la sua carriera professionistica nel Cruzeiro, in Brasile, dove già da adolescente mostrava una velocità, un dribbling e una capacità realizzativa fuori dal comune. A soli 17 anni, fu convocato nella Nazionale brasiliana che vinse il Mondiale negli Stati Uniti (anche se non giocò nemmeno un minuto).
L’esplosione in Europa
Il suo vero trampolino di lancio fu l’Europa. Nel 1994, Ronaldo firmò per il PSV Eindhoven in Olanda, dove in due stagioni segnò oltre 50 gol. Da lì passò al Barcellona nella stagione 1996-97: dove, a soli 20 anni, segnò 47 gol in 49 partite, conquistando la Scarpa d’Oro e diventando uno dei giocatori più desiderati del pianeta.
Nel 1997, Ronaldo si trasferì all’Inter, diventando il giocatore più pagato al mondo dell’epoca. In Italia conquistò subito i tifosi con giocate mozzafiato e contribuì alla vittoria della Coppa UEFA nel 1998.
Le sfide con gli infortuni
Nonostante il suo successo, la carriera di Ronaldo fu segnata da gravi infortuni al ginocchio. Il più devastante avvenne nel 1999, seguito da un altro nel 2000. Dopo quasi due anni di stop, molti credevano che la sua carriera fosse finita. Ma Ronaldo stupì il mondo con un ritorno epico.
Il trionfo mondiale del 2002
Il momento più alto della sua carriera arrivò al Mondiale del 2002 in Corea e Giappone. Ronaldo guidò il Brasile alla conquista della quinta Coppa del Mondo, segnando 8 gol, inclusa una doppietta nella finale contro la Germania. Questo trionfo gli valse il suo secondo Pallone d’Oro, dopo quello vinto nel 1997.
Gli anni al Real Madrid e il ritiro
Dal 2002 al 2007 Ronaldo giocò nel Real Madrid, facendo parte dei celebri "Galácticos". Sebbene fosse spesso condizionato da infortuni e problemi fisici, continuò a segnare con grande regolarità. Dopo un breve periodo al Milan e il ritorno in Brasile con il Corinthians, Ronaldo si ritirò ufficialmente nel 2011.
Le caratteristiche:
Il brasiliano ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del calcio. La sua velocità, tecnica e senso del gol hanno ispirato generazioni di calciatori. Nonostante gli infortuni, è riuscito a scrivere pagine indelebili, dimostrando che il talento puro può superare qualsiasi ostacolo. Le sue caratteristiche erano:
Intelligenza calcistica
Ronaldo era un giocatore estremamente intelligente tatticamente. Capiva quando accelerare, dove posizionarsi, come muoversi tra le linee e come battere il portiere con freddezza glaciale.
Velocità & Accelerazione
Una delle sue doti più devastanti. Soprattutto a inizio carriera, Ronaldo era inarrestabile in progressione: partiva palla al piede da metà campo e superava difensori e portiere come birilli.
Potenza fisica
Nonostante la sua struttura relativamente compatta (1,83 m), Ronaldo era potente, resistente ai contrasti e capace di proteggere palla in modo eccellente.
Finalizzazione
Uno dei migliori finalizzatori della storia. Segnava con entrambi i piedi, di testa, in area, da fuori, dopo dribbling o su azione solitaria.
Dribbling
Tecnicamente sopraffino, Ronaldo univa dribbling secco, rapidità e controllo palla a una velocità mai vista prima. Celebre la sua "finta di corpo" che mandava fuori tempo i difensori.
Freddezza
Davanti al portiere era glaciale: usava spesso la finta per spiazzare l'estremo difensore e appoggiare in rete: ha segnato ben 88 gol! dribblando, e mettendo a sedere, il portiere.
STATISTICHE CARRIERA
Club | Anni | Presenze | Gol |
Cruzeiro | 1993–1994 | 47 | 44 |
PSV Eindhoven | 1994–1996 | 57 | 54 |
Barcellona | 1996–1997 | 49 | 47 |
Inter | 1997–2002 | 99 | 59 |
Real Madrid | 2002–2007 | 177 | 104 |
Milan | 2007–2008 | 20 | 9 |
Corinthians | 2009–2011 | 69 | 35 |
Totale club | — | 518 | 352 |
Nazionale brasiliana
Categoria | Presenze | Gol |
Brasile U17/U20 | 16 | 16 |
Brasile senior | 98 | 62 |
Totale | 114 | 78 |
Palmares:
Con la Nazionale
Coppa del Mondo FIFA: 1994, 2002
Vice-campione del mondo: 1998
Copa América: 1997, 1999
Confederations Cup: 1997
Con i club
Coppa UEFA (Inter): 1998
Coppa del Re, Supercoppa Spagnola (Barça, Real)
Campionato Paulista (Corinthians)
PREMI INDIVIDUALI
Pallone d’Oro: 1997, 2002
FIFA World Player of the Year: 1996, 1997, 2002
Scarpa d’Oro del Mondiale: 2002 (8 gol)
Curiosità:
Nel Mondiale 2002 fu capocannoniere nonostante venisse da quasi due anni di stop per infortunio.
Nel 2006 è diventato il miglior marcatore della storia dei Mondiali con 15 gol (record poi superato da Klose nel 2014).
Il suo soprannome “Il Fenomeno” non fu casuale: il suo impatto mediatico e sportivo negli anni ‘90 fu qualcosa di mai visto prima.
Al giorno d’oggi:
Per me e per gli altri che hanno vissuto quell’epoca, possiamo affermare che “Il Fenomeno”, ripensando al suo gioco e le sue qualità, ci aveva fatto vedere come sarebbe stato il calcio del futuro, dal punto di vista tecnico e fisico, per questo probabilmente farebbe la differenza anche oggi; proviamo a spiegare come si adattarebbe al calcio di oggi.
Atleticamente: Oggi, con le tecnologie attuali (allenamento, nutrizione, prevenzione e chirurgia sportiva), avrebbe molte più possibilità di mantenersi integro dopo gli infortuni. Se fosse nella stessa forma che aveva dal 1994 al 1999, sarebbe ancora uno dei più forti fisicamente al mondo: esplosività e forza paragonabili a Mbappé o Haaland, ma con più tecnica.
Tatticamente: Oggi il gioco è più strutturato, ma R9 aveva l’intelligenza e la mobilità per adattarsi. In un sistema moderno (per esempio un 4-3-3 o 4-2-3-1), sarebbe un centravanti mobile, capace di creare da solo superiorità numerica come fanno Mbappé o Vinícius. Non amerebbe pressare ma sarebbe devastante in transizione. Inoltre, in un calcio con pressing alto e spazi dietro la difesa, Ronaldo avrebbe valanghe di occasioni. Con i ritmi di oggi e il supporto tattico moderno, potrebbe tranquillamente fare 40-50 gol a stagione.
Tecnica e creatività: I suoi dribbling e la capacità di saltare l’uomo restano fuori scala. In un calcio dove molti attaccanti sono più “meccanici”, R9 risalterebbe ancora di più per fantasia, imprevedibilità.
Riassumendo, abbiamo parlato prima delle sue qualità, quindi immaginate le caratteristiche per esempio di Haaland, Mbappè e Lewandosky (Velocità, 1vs1, freddezza, forza fisica, dribbling, finalizzazione, intelligenza tattica) messe tutte insieme in un solo giocatore, devastante!
Hanno detto di lui:
Due dei più forti difensori italiani, che all’epoca erano giovani e nel pieno delle loro forze, hanno rilasciato queste dichiarazioni su Ronaldo.
Alessandro Nesta: “Lui è andato oltre tutti. Io ho giocato contro Messi, contro Cristiano quando era giovane, a Real Madrid, a Manchester. Quella sera lì di Lazio-Inter (finale Coppa Uefa 1997-’98), quella lì quando sono a terra nella famosa foto, quello è stato un incubo. Finale senza senso, nel senso che l'Inter era normale, aveva buoni giocatori, aveva Zanetti, aveva altri. E poi c'era quello lì che quando prendeva palla accendeva tutto! Follia. Una cosa impressionante. L'abbiamo minacciato durante la partita, adesso ti spacchiamo in due! Lui rideva. Gli dicevi: 'Adesso ti entro eh' perché faceva qualche giochino sul 3-0. Mai preso, neanche a calci l'ho preso.”
Fabio Cannavaro: “Credetemi ho marcato i più grandi attaccanti e non temevo nessuno in campo, anzi più era forte chi avevo di fronte e più mi “gasavo”. Ma ce n’era uno di cui avevo il terrore: Ronaldo il Fenomeno... Era un giocatore che non era possibile fermare, al massimo si poteva in qualche modo limitare, ma se decideva di far gol, segnava. Era velocissimo, tecnico, forte fisicamente, un giocatore incredibile: al primo controllo ti superava, al secondo ti bruciava, al terzo ti umiliava... Sembrava un extraterrestre. È con lui che ho imparato a controllare la paura durante una partita. Non aveva senso cercare di entrare nella sua testa, perché lui era già nella tua.”
Marcel Desailly, centrocampista ed ex giocatore del Milan quando Ronaldo giocava nell’Inter si è espresso così: “Nella storia del calcio, ci sono un piccolo numero di giocatori che sono stati i migliori della loro generazione. Devi scegliere Pelé, e poi devi scegliere Maradona, ma devi scegliere Ronaldo. Giocavo nel Milan quando lui era all'Inter. L'unica volta che ho visto Maldini preoccupato fu quando stavamo giocando contro Ronaldo. Mi diceva sempre: 'Marcel, devi stare con me, ho bisogno del tuo aiuto. Dobbiamo stare in due sopra di lui. Se prende palla, scappa via e non lo riprendiamo più'. Era fantastico, un mago. Rimanevano tutti a bocca aperta quando prendeva palla. L'intero stadio rimaneva col fiato sospeso. Era la prima volta che vedevo una cosa del genere. E' stato così sfortunato con gli infortuni, probabilmente gli hanno tolto il 70% del suo potenziale. Senza infortuni, avrebbe potuto fare qualsiasi cosa".
Conclusione
Mi piace immaginare che “Il Fenomeno” anche oggi sarebbe una superstar assoluta, probabilmente con numeri vicini se non superiori proprio a Mbappé o Haaland, e con un bagaglio tecnico che pochissimi al mondo potrebbero avvicinare.




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