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Utilizziamo un metodo?

  • Gioele Pititu
  • 28 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Utilizziamo un metodo?


Se sì, perché?


Abbiamo delle certezze reali o solo opinioni ed esperienze in questa scelta?


È attinente all’oggi?


Abbiamo le idee chiare?


In quale contesto lavoriamo?


Con quale categoria?


Solo alcune delle domande che troverete in questo breve articolo.


Alcuni metodi presenti sul mercato, elaborati attraverso la ricerca o attraverso l’esperienza o le opinioni che attraversano il tempo e le generazioni in un mondo che corre veloce.


Ci siamo mai chiesti perché utilizziamo un metodo o ci innamoriamo di esso?


Come pensiamo di trasferire le nostre conoscenze?


Modellando l’ambiente circostante (campo).


Utilizzando la ricerca e le neuroscienze come metodo principale nella valorizzazione del potenziale.


Dando soluzioni e risposte immediate alle situazioni.


Costruendo feedback qualitativi.


Dirigendo e guidando verbalmente il protagonista e la squadra nelle scelte.


Cosa pensiamo realmente?


Da dove ci arrivano le certezze di un metodo?


Perché le nostre opinioni sono certezze?Perché forse in un gruppo hanno funzionato quindici anni fa?


E se qualcosa, nel tempo che trascorre così velocemente, fosse cambiato?


Possiamo sempre lavorare con il concetto “prima la tecnica e dopo il resto”?


E se l’esigenza di oggi fosse in un’altra direzione?


Stiamo davvero creando valore?


Parametri attuali della scelta di un metodo.I contesti sociali e culturali non hanno niente a che vedere con lo sport.


Un metodo è uguale per tutti.


L’apprendimento è un processo lineare.


Concretezza nella comprensione personale del metodo.


Poco tempo e volontà di approfondire.


Opinioni personali avvalorate dall’esperienza.


Il concetto che dal semplice al difficile sia realmente formativo.


Parametri futuri della scelta di un metodo.


Valutare il contesto.


Valutare le necessità dei bambini odierni.


Quali sono le necessità del gioco.


Modulare i metodi e gestirne tempi e modi.


L’apprendimento è un processo non lineare.


La ricerca scientifica è uno strumento indispensabile.


Le opinioni personali non sono la verità assoluta.


Ottimizzare i tempi e dedicarsi alla formazione personale.


allenatore di calcio che guida giovani calciatori in un contesto di allenamento moderno, con attenzione allo sviluppo tecnico, cognitivo e decisionale, integrazione tra metodologia, ricerca scientifica e apprendimento situazionale sul campo

Il Coerver coaching è una metodologia di allenamento calcistico focalizzata sullo sviluppo delle abilità tecniche e tattiche individuali dei giocatori, basata su un sistema progressivo che inizia con il dominio della palla e progredisce verso il gioco di squadra.


L'Individual Soccer si riferisce principalmente all’allenamento e allo sviluppo delle abilità calcistiche individuali, che includono il dominio della palla, il controllo, il passaggio, il tiro, il colpo di testa e la tattica individuale.


L'1vs1 si riferisce a una metodologia di allenamento nel calcio focalizzata sui duelli uno contro uno, che combina esercizi pratici ispirati al gioco di strada con una visione moderna.


Il metodo analitico tradizionale è un approccio di allenamento che si concentra sull’isolamento e sulla ripetizione di singoli gesti tecnici o tattici per migliorarne l’esecuzione, prima di inserirli in situazioni di gioco più complesse.


Invece di allenare contemporaneamente tutti gli aspetti di una competizione; il metodo analitico scompone il gioco in parti più piccole e gestibili per concentrarsi su dettagli specifici, come il controllo di palla, il passaggio o il tiro, in un contesto controllato e lontano dalla complessità della partita.


Il Metodo Castello è un approccio all’allenamento calcistico che si concentra sullo sviluppo della comprensione tattica e delle combinazioni di gioco attraverso esercitazioni specifiche.


Le caratteristiche principali includono l’uso di parole chiave per la comunicazione tra i giocatori e una metodologia basata su esercizi come l’inserimento in castello.


Fil rouge è un approccio che utilizza un filo conduttore basato su quattro concetti chiave, recupero palla immediato, transizioni, possesso palla e creazione e occupazione dello spazio, per allenare i giocatori.


Il metodo integrato nel calcio è una metodologia di allenamento che combina le dimensioni tecnica, tattica, fisica e psicologica del gioco in ogni esercitazione, senza separarle.


L’obiettivo è allenare il calciatore nella sua interezza, simulando le situazioni di partita attraverso esercizi con il pallone che stimolano contemporaneamente capacità fisiche e mentali.


L’apprendimento situazionale è un metodo di allenamento che simula le complessità e le decisioni della partita, incoraggiando i giocatori a trovare soluzioni in tempo reale piuttosto che eseguire schemi prefissati.


Si concentra su esercitazioni che replicano scenari realistici, in cui elementi come palla, avversari, compagni e spazio guidano l’apprendimento.


L'Evolution programme è un progetto della figc, dedicato al calcio giovanile, che mira a migliorare la formazione tecnica ed educativa dei giovani calciatori tra i sei e i quattordici anni.


Il programma fornisce supporto alle società calcistiche attraverso un approccio condiviso e una metodologia coerente, che include formazione per allenatori, dirigenti e genitori e la creazione di un ambiente di gioco che favorisca l’espressione del talento.


Il cooperative learning nel calcio è un approccio che trasforma la squadra in un gruppo cooperativo, dove i giocatori collaborano per raggiungere obiettivi comuni attraverso l’interazione, invece di competere tra loro.


Si allontana dall’individualismo, incoraggiando la corresponsabilità, la comunicazione e il supporto reciproco, fondamentali per creare un ambiente di apprendimento efficace e un gruppo coeso.


Il Constraint Led Approach, cla, o approccio basato sui vincoli, è una metodologia di allenamento nel calcio che si focalizza sulla manipolazione di vincoli, spazi, regole e materiali, per stimolare i giocatori a sviluppare autonomamente le proprie abilità tecniche e decisionali.


Invece di seguire istruzioni prescrittive, gli atleti sono portati a improvvisare e a trovare soluzioni creative in contesti di gioco simulati.


Non ci sono cose giuste o sbagliate.


C’è solo la volontà di capire in quale contesto stiamo lavorando e qual è l’esigenza reale nello sposare un concetto più che un altro.


Oggi è risaputo che l’ipercementificazione e gli aspetti socioculturali stanno plasmando in modo significativo la crescita e lo sviluppo psicofisico dei ragazzi.


Siamo sicuri che ogni contesto, paese e stato abbiano le stesse possibilità, esigenze e necessità in termini di ambiente relativo allo sviluppo del gioco del calcio?


Siamo pronti o ci stiamo preparando a questo cambiamento radicale?


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