L'Inghilterra di Thomas Tuchel al Mondiale FIFA 2026: analisi tattica attraverso i Fifa Team Reports
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- 5 giorni fa
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L’Inghilterra di Thomas Tuchel ha concluso il proprio percorso

al Mondiale FIFA 2026 fermandosi in
semifinale contro l’Argentina e conquistando poi il terzo posto definitivo nella partita contro la Francia. Al di là del risultato finale,
il cammino della nazionale allenata da
Tuchel è stato comunque di alto livello,
mostrando un’identità tattica ben definita e principi di gioco riconoscibili sia in fase di possesso, sia in non possesso. L’obiettivo di questo approfondimento è quindi quello di analizzare il modello di gioco, utilizzando a supporto i dati ufficiali
dei FIFA team reports, che consentono di osservare il comportamento della squadra attraverso indicatori oggettivi come occupazione degli spazi, struttura e distanze tra reparti e calciatori.
Vorrei quindi offrire una lettura tecnica che possa rappresentare uno spunto di riflessione per allenatori, analisti e appassionati mostrando come dietro alcuni dati si nasconde l’identità ben precisa di una squadra.
Sistema di gioco: L'idea di Thomas Tuchel
Prima di entrare nel dettaglio delle varie fasi di gioco, ci tengo a fare una precisazione. Oggi parlare semplicemente di un modulo non basta più per descrivere una squadra, perché durante la partita la disposizione dei giocatori cambia continuamente in base al momento del gioco e alla posizione del pallone.
L’Inghilterra parte generalmente con un 4-2-3-1, ma questa è solo la struttura iniziale. Nel corso della gara i giocatori modificano spesso le proprie posizioni, mantenendo però principi di gioco ben riconoscibili sia in fase di possesso che in non possesso.
Nel complesso, la squadra ha una profondità di rosa importante, con calciatori di alto livello in ogni reparto. Questo ha permesso a Tuchel di fare variazioni in ogni partita e non presentare quindi i soliti 11 iniziali.
Nel dettaglio, credo che a livello di talento puro dalla trequarti in poi, difficilmente possiamo trovare squadre più attrezzate (personalmente oltre la Francia a livello di individualità faccio fatica a trovarne di più talentuose offensivamente).
Per questo motivo, nelle prossime sezioni non mi soffermerò tanto sul modulo, quanto sui comportamenti della squadra.
Attraverso i dati dei FIFA Team Reports cercheremo di capire come l’Inghilterra occupa gli spazi, come sviluppa il gioco e quali principi hanno caratterizzato il suo
percorso al Mondiale 2026.
FASE DI COSTRUZIONE
Una delle prime caratteristiche che emerge analizzando il percorso dell’Inghilterra riguarda la fase di costruzione.
La squadra di Tuchel cerca , soprattutto da fondo, di muovere il pallone con uno dei centrali e poi con Pickford, attirando la pressione e cercare successivamente Kane che viene a legare in mezzo al campo per caratteristiche.
Squadra molto larga in ampiezza che cerca come prima idea il corridoio centrale e poi va a smistare sull’esterno per creare situazioni di pericolo sfruttando combinazioni in catena e velocità degli interpreti. Vediamo nella figura di seguito il piazzamento dall’alto.

Analizzando i dati dei FIFA Team Reports, in costruzione bassa mostrano come questa sia una costante durante tutto il Mondiale. infatti, l’Inghilterra mantiene un’ampiezza media compresa tra i 51 e i 55 metri, occupando quasi tutta la larghezza del campo.
Questo permette di allargare il blocco avversario e creare più spazio nella zona centrale.
Nonostante questa grande ampiezza, la squadra riesce a mantenere una lunghezza piuttosto
contenuta, rimanendo compatta tra i reparti e offrendo sempre più soluzioni di passaggio al portatore.
È proprio questo equilibrio tra ampiezza e compattezza uno degli aspetti che
caratterizza maggiormente la costruzione inglese.
In questo principio ha un ruolo fondamentale come detto Harry Kane.
L’attaccante inglese infatti non rimane costantemente sulla linea dei difensori, ma tende spesso ad abbassarsi per legare il gioco, ricevendo tra le linee o vicino ai centrocampisti.
Questo movimento permette alla squadra di
mantenersi corta e, allo stesso tempo, crea un dubbio continuo al difensore centrale avversario: seguirlo rompendo la linea oppure rimanere in copertura.
Quando il centrale decide di uscire su Kane, l’Inghilterra cerca con continuità di attaccare lo spazio che si crea alle sue spalle.
Gli esterni offensivi effettuano tagli verso l’interno, mentre Bellingham
sfrutta molto bene questi movimenti inserendosi da trequartista.
Si tratta di una soluzione ricorrente, che permette alla squadra di trasformare un semplice movimento incontro della punta in un’opportunità per attaccare la profondità.
Gli stessi principi di base vengono fuori anche in fase di costruzione alta, dove la squadra spesso costruisce con un 3+1, centrali difensivi aperti e uno dei due mediani che scende sulla loro linea a costruire.
L’altro mediano lega al centro del campo e ali che fissano l’ampiezza. I terzini in base all’ampiezza data dalle ali scelgono se inserirsi nell’half space o stare larghi.
Questo garantisce una buona occupazione degli spazi per provare ad allargare le maglie degli avversari.
Nella figura di seguito riusciamo ad analizzare meglio questo concetto dividendo visivamente il campo in 5 zone.

SVILUPPI
Superata la prima pressione, l’Inghilterra continua a sviluppare il gioco mantenendo gli stessi principi osservati nella costruzione. I dati dei FIFA Team Reports evidenziano come la squadra conservi una grande ampiezza anche nella fase di sviluppo, con l’obiettivo di allargare il blocco difensivo avversario e creare spazi da attaccare.
Un ruolo fondamentale è affidato agli esterni offensivi, che inizialmente mantengono una posizione molto larga per fissare i terzini avversari e impedire alla linea difensiva di stringersi.
Questa occupazione dell’ampiezza permette alla squadra di avere sempre una soluzione esterna e, allo stesso tempo, crea le condizioni per sviluppare l’azione in modi diversi.
Quando si apre lo spazio tra il terzino e il difensore centrale, gli esterni attaccano immediatamente la profondità con un taglio interno, sfruttando spesso anche i movimenti incontro di Harry Kane.
Se invece la linea difensiva rimane compatta e quello spazio non si crea, gli esterni ricevono larghi e l’azione prosegue sulle corsie laterali.
In queste situazioni anche in base alle caratteristiche dei calciatori in campo, diventa importante il lavoro dei terzini, che scelgono se accompagnare l’azione fissando quindi una seconda ampiezza, oppure se occupare lo spazio centrale e lasciare l’ampiezza all’ala.
Facendo un’esempio pratico, schierando O’Riley è chiaro che per caratteristiche verrà spesso in mezzo al campo, mentre un calciatore come Spence tenda ad arrivare sempre con grande velocità alla sovrapposizione esterna.
Attraverso appunto combinazioni in catena esterna, l’Inghilterra cerca di creare superiorità numerica.
Guardiamo di seguito alcuni dati ( nello specifico la sezione centrale Build Up Mid) per quanto riguarda lo spazio occupato in fase di costruzione alta e sviluppi qui di seguito

I dati offrono uno spunto interessante, ovvero squadra corta e ampia, che occupa quasi l’intera larghezza del campo (56mt in ampiezza, 28mt di lunghezza).
Questi sono principi che si sono ripetuti con continuità durante il torneo e che hanno reso lo sviluppo offensivo della squadra meno prevedibile.
Entrati poi nell’ultimo terzo di campo, in zona rifinitura, si nota dai dati che la squadra si stringe molto a livello di ampiezza, cercando anche combinazioni centrali quando possibile vista anche l’ottima qualità tecnica che contraddistingue i calciatori offensivi di Tuchel.
Oppure la ricerca degli half-spaces quando disponibili per andare a puntare con i calciatori più rapidi e veloci l’area di rigore.
NON POSSESSO
Anche in fase di non possesso l’Inghilterra dimostra una buona capacità di adattarsi ai diversi momenti della partita.
I dati raccolti mostrano come la squadra alterni fasi di pressione alta a momenti in cui preferisce abbassare il proprio baricentro, senza perdere compattezza tra i reparti.
Quando decide di andare in pressione, l’obiettivo è limitare il tempo di giocata degli avversari e cercare di recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria.
Questa aggressività, però, non viene mantenuta per tutta la gara. Se la prima pressione viene superata o la situazione lo richiede, l’Inghilterra è pronta a ricompattarsi rapidamente dietro la linea della palla.
Nella maggior parte delle situazioni difensive la squadra si organizza con un 4-4-2, ottenuto dall’abbassamento del trequarti accanto a Kane.
La priorità diventa quella di chiudere gli spazi centrali, mantenere le distanze tra i reparti e indirizzare il possesso avversario verso l’esterno.
Di seguito un esempio dall’alto

Anche i dati sulle dimensioni della squadra confermano questo principio. In blocco basso l’Inghilterra mantiene una struttura molto compatta, con una lunghezza intorno ai 17 metri e un’ampiezza di circa 34-35 metri.
Questo permette di ridurre gli spazi tra le linee e rendere più difficile trovare giocatori liberi nella zona centrale del campo.
Una volta indirizzata la giocata sulle corsie laterali, la squadra aumenta l’aggressività, cercando di creare superiorità numerica nella zona del pallone e costringere l’avversario a tornare indietro o a giocare una soluzione meno pericolosa.
Più che ricercare continuamente il recupero alto, l’Inghilterra sembra privilegiare il controllo degli spazi, scegliendo con attenzione quando accelerare la pressione e quando invece proteggere la propria metà campo.
Questo però, come abbiamo visto con l’Argentina non sempre funziona : difendere con 11 uomini sotto linea della palla per gran parte del tempo costringe ad un enorme sacrificio gli attaccanti, e spesso si trovano difficoltà nel ripartire dopo il recupero palla.
Nel report di seguito vediamo infatti quanto compatto è stato il blocco difensivo basso inglese (Low Block , ultimo campetto a destra)

Il limite dimostrato da questa squadra in fase difensiva è chiaro : soffre il movimento continuo degli avversari.
Quando iniziano ad arrivare continui inserimenti e movimenti senza palla, centrocampisti e attaccanti vengono portati spesso fuori posizione per seguire l’avversario, e questo porta a cali di concentrazione su marcature e riferimenti.
Un esempio è il gol subito contro la Croazia, lascio di seguito un’immagine tattica per capire il tutto.

Concludendo riguardo la fase di non possesso, possiamo certamente dire che è proprio qui che l’Inghilterra dovrà migliorare nei prossimi anni per ambire al successo.
In questo Mondiale ha tenuto la porta inviolata solamente contro Ghana e Panama, a testimonianza del fatto che in un modo o nell’altro, il gol avversario può arrivare in ogni momento.
Problema di reparto? Individuale?
Per me è sempre collettivo. E come detto più volte, difendere bene non vuol dire stare 11 sotto palla, bensì avere concentrazione e lettura, anche difendendo con qualche uomo in meno.
TRANSIZIONI
Per quanto riguarda le transizioni, specialmente in quelle negative una volta persa palla, ho notato un atteggiamento camaleontico.
E’ una squadra che interpreta la riaggressione in modi differenti, privilegiando la scelta situazionale più che scelte standardizzate a prescindere dalle zone di campo.
Infatti, persa palla, possiamo notare come l’atteggiamento cambi in relazione alle distanze tra reparti, altezza della linea difensiva e zona.
Abbiamo visto molte pressioni in avanti se la palla persa si trova nell’ultimo terzo di campo (quindi zona offensiva), mentre ripiegamento per recuperare le posizioni e ordinare le linee se la palla viene persa in zona centrale.
Il calciatore centrale in questa fase è Elliot Anderson, che grazie alle sue caratteristiche e letture, è molto bravo a capire e gestire i momenti in riaggressione e copertura.
Anderson infatti, è stato il punto fermo di questa nazionale giocando tutte le partite nell’undici iniziale tranne la finale per il terzo posto, nella quale è entrato a gara in corso.
Il suo livello di prestazioni è stato incredibilmente buono e costante, facendo intendere chiaramente che Tuchel ha avuto (ed avrà) piena fiducia in lui anche nei prossimi anni.
Entrando nel dettaglio, possiamo notare come, nella partita contro l’Argentina, alla perdita del possesso l’Inghilterra non ricercava sempre una riaggressione immediata.
In molte situazioni preferiva ripiegare rapidamente dietro la linea della palla, ricomponendo il blocco difensivo piuttosto che mantenere una pressione aggressiva sul portatore.
Anche i dati FIFA mostrano un’incidenza del counter-press (7%) inferiore rispetto alle situazioni di difesa posizionale.

Allo stesso tempo, per quanto riguarda la transizione offensiva, evidenziamo dagli stessi dati delle fasi di gioco, come dopo il recupero del pallone, l’Inghilterra cercava spesso di sfruttare i primi secondi della transizione offensiva.
I dati FIFA mostrano infatti che il 17% delle azioni si sviluppa in
“Attacking Transition”, mentre solo l’1% viene classificato come “Counter Attack”.
Questo evidenzia come la squadra di Tuchel preferisse consolidare il possesso dopo il recupero piuttosto che ricercare sistematicamente attacchi diretti ad alta velocità.
PALLE INATTIVE
La squadra di Tuchel, grazie anche all’ottima fisicità di base, riesce a sfruttare molto bene le palle inattive.
In particolare, in questo Mondiale, è riuscita a realizzare ben 3 gol su calcio d’angolo, alcuni dei quali anche in momenti della gara concitati e con un bel peso specifico.
Di seguito vi mostro due dei tre gol realizzati appunto da corner (Croazia e Francia)


Possiamo notare in queste due situazioni come la squadra preferisca l’aggressione in terzo tempo in zona centrale dell’area.
Contro la Croazia, che difende a zona, Kane parte all’incirca sulla linea
di confine dell’area di rigore, pronto per andare a prendere il tempo contro una difesa statica che parte da fermo.
Contro la Francia, che difende uomo/uomo, i 4 calciatori inglesi creano movimento
e blocchi per permettere a Konsa di anticipare tutti in zona centro/primo palo.
Sulle palle inattive a sfavore, notiamo come preferiscano difendere con una marcatura mista : 5 calciatori restano a zona all’interno dell’area piccola (tranne il primo che funge da vertice), 4 calciatori a uomo sui saltatori più pericolosi degli avversari, ed infine un’ultimo calciatore di movimento che controlla (dall’interno dell’area) i calciatori avversari per la raccolta di una respinta.
La linea dei 5 a zona in particolare non è mai perfettamente parallela a quella dell’area piccola, ma leggermente ad uscire rispetto al primo calciatore che la compone (non il vertice chiaramente).
Questo, soprattutto per me, potrebbe essere un rischio specialmente contro un calcio d’angolo a rientrare sul secondo palo. Di seguito l’immagine esplicativa dei corner a sfavore dell’Inghilterra

CONCLUSIONI
L’Inghilterra ha mostrato un’identità di gioco chiara, adattando la propria struttura alle diverse fasi della partita senza perdere i propri principi.
L’analisi dei FIFA Team Reports, insieme all’osservazione delle gare, evidenzia una squadra organizzata sia in possesso che in non possesso, capace di occupare gli spazi in modo funzionale e di sviluppare soluzioni offensive differenti in base al comportamento dell’avversario.
Nel calcio moderno sono i principi di gioco, più che il modulo, a definire l’identità di una squadra.
L’Inghilterra, in questo Mondiale 2026, ne ha offerto un esempio chiaro.
E’ una squadra che deve essere valutata nell’arco dell’intero percorso che ha fatto, non specificatamente negli ultimi 30 minuti contro l’Argentina, dove si sono scatenate molte polemiche soprattutto su Tuchel e l’atteggiamento dei calciatori dopo il vantaggio.
Credo che in conclusione, gli inglesi abbiano davvero una buona base su cui lavorare nei prossimi mesi, per presentarsi poi all’Europeo in grado di ottenere la vittoria finale.
Il supporto dei tifosi di certo non mancherà. Nel bene e nel male.
“It’s not coming home. Again.”



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