Ampiezza o profondità: come gioco?
- Riccardo Pontremolesi
- 23 set 2025
- Tempo di lettura: 12 min
Quante volte vi sarà capitato di sentir dire da colleghi allenatori o, perché no, da addetti ai lavori frasi come “la squadra ha lavorato bene sull’ampiezza, fanno girare bene la palla”; o, perché no, frasi come “questa squadra gioco un calcio troppo verticale, sono tutte pallonate!
Bisognerebbe far girare più la palla da sinistra a destra e viceversa”. In questo articolo vogliamo approfondire il concetto di gioco in ampiezza e gioco in verticale partendo da un presupposto fondamentale: l’uno non esclude l’altro.
Proveremo a fornire delle proposte pratiche sul campo per provare a fornire strumenti utili allo sviluppo del gioco in ampiezza del gioco in verticale, lasciando alla Vostra fantasia la possibilità di sviluppare esercitazioni che prevedano lo sviluppo dei principi di entrambi gli sviluppi.
GIOCO IN AMPIEZZA
L’ampiezza è uno dei cinque principi di tattica collettiva in fase di possesso ed è uno strumento molto utile al fine di indurre gli avversari ad allargarsi lasciando spazi centrali liberi e sguarniti.
È un approccio che prevede lo sfruttamento di tutta l’ampiezza del campo attraverso un possesso palla che permetta al pallone di andare da sinistra a destra (e viceversa), obbligando così gli avversari ad allargarsi (aprirsi, come mi piace dire) e ad aprire, come detto, spazi interessanti da andare ad occupare e attaccare.
Non solo: il gioco in ampiezza prevede allo stesso tempo lo sfruttamento massiccio di giocatori “esterni” con elevate capacità di dribbling e abili nel duello 1v1, creando così situazioni di grande pericolo sulle fasce per la squadra avversaria.

In figura abbiamo identificato un probabile sviluppo di gioco in ampiezza: il difensore centrale gioca in ampiezza verso il terzino di parte che gioca a sua volta sulla mezzala che riesce a tornare nuovamente alla massima ampiezza dall’ala.
Questa, cambia immediatamente gioco alla ricerca dell’ala opposta.
Nel corso degli anni, tuttavia, a mio personale giudizio, il termine “gioco in ampiezza è stato abusato, travisato ed è stato affibbiato solo ed esclusivamente a quelle squadre che “giocano bene”, ovvero quelle squadre che hanno un’ottima gestione del pallone in fase di possesso.
Mi è capitato di vedere molte partite di categorie dilettantistiche “dal vivo” sui campi da calcio, ma anche tante partite dei professionisti in televisione.
Ecco che allora non era casuale sentire frasi come quella in apertura di articolo, quasi come se il calcio improvvisamente non prevedesse più la segnatura di una rete, bensì si fosse tramutato in un gioco di possesso con unico obiettivo far girare la palla da sinistra a destra e da destra a sinistra.
Tanti allenatori hanno deciso di lavorare incessantemente sul gioco in ampiezza, elaborando proposte di allenamento e strategie in partita che permettessero costantemente di avere uno o due uomini fissi in ampiezza, come se la loro assenza potesse non portare alla vittoria della squadra o, peggio ancora, fosse un elemento di “non bravura”.
Non vogliamo con questo articolo accusare o denigrare il lavoro dei tanti colleghi e delle tante colleghe che lavorano duramente sul campo, sia dilettantistici che professionistici.
Credo però tuttavia che il termine di gioco in ampiezza sia stato abusato per anni e anni, venendo meno la cosa più importante di tutte: la segnatura di una rete.
L’ampiezza è un concetto fondamentale, come abbiamo indicato all’inizio di questo paragrafo.
È un concetto di tattica collettiva ed è uno strumento utile per “aprire” e “scardinare” le difese avversarie compatte e chiuse; ma come tutti gli strumenti deve essere adeguatamente conosciuto e soprattutto non deve essere abusato e considerata il miglior modo possibile di approcciare e di allenare.
È caratteristico di alcuni sistemi di gioco, se si pensi per esempio al lavoro per catene laterali del 4-3-3 o agli sviluppi offensivi del sistema 3-5-2.
Quante volte c’è capitato, tuttavia, di leggere statistiche interessanti di squadre magari con ottime percentuali di possesso palla, magari pari o superiori al 60%, belle da vedere ma che faticassero in modo estenuante a segnare una rete: di esempi credo che ognuno di voi possa trovarne senza stare qua io a scimmiottare nomi di squadre e/o di allenatori.
Ecco, uno legge quelle statistiche e si aspetta che quella squadra abbia vinto, abbia portato a casa la vittoria o quantomeno abbia avuto diverse occasioni da rete; ma spesso non è così e per anni questa situazione è stata considerazione di “squadra che gioca in ampiezza = squadra ottima”.
Io, tuttavia, non concordo e non ho mai concordato con questa affermazione.
Oppure quante volte c’è capitato di vedere partite in cui la palla veniva giocata ad un giocatore esterno che, ricevuta palla scaricava al giocatore centrale che di prima intenzione senza neanche guardare apriva immediatamente verso la parte opposta dove c’era un giocatore fissato in ampiezza.
Non discutiamo l’utilità, sicuramente questa giocata obbliga la squadra avversaria ad uno scivolamento rapido e improvviso ma tutto sommato gestibile e affrontabile se ripetuta con una certa costanza.
Quanti benefici in una partita questa giocata può portare? Fatta due/tre volte gli avversari iniziano a prendere le contromisure adeguate, si organizzano e ciò manda all’aria tutti i piani offensivi della nostra squadra.
Ovviamente non possiamo fare di tutta l’erba un fascio: sarà capitato anche di leggere quelle numeriche nelle statistiche ma allo stesso tempo la squadra ha vinto segnando più di una rete.
E’ il calcio, non è una scienza esatta.
Nessuno, come ho sempre scritto anche nei precedenti articoli, ha la ricetta perfetta.
Credo che l’importante sia conoscere i principi, gli sviluppi, fornire gli strumenti ai propri calciatori per poi saper affrontare i problemi sul campo.
GIOCO IN VERTICALE
Il gioco in verticale differisce dal gioco in ampiezza perché prevede un approccio votato allo sfruttamento della profondità del campo, della sua verticalità.
Si cerca, sostanzialmente, di superare le linee avversarie giocando “dritto per dritto” sfruttando varchi lascia sguarniti, sfruttando la fisicità dei giocatori offensivi quali punta centrale o trequartista o, perché no, lanci volti a prendere in contropiede la squadra avversaria.
Per farla breve: si cerca di arrivare in porta attraverso un numero minore di passaggi.
Questo gioco, negli anni in cui il gioco in ampiezza era molto in voga, era considerato molto efficace ma “non utile alla crescita dei giocatori”, “non bello a vedersi”, “non spettacolare”.
Qualcuno arrivava persino a dire che “allenare il gioco in verticale è facile”.
Perché?
Perché il possesso palla veniva tralasciato, si cercava di sfruttare la profondità cercando di prendere in contropiede la squadra avversaria segnando una rete nel minor tempo possibile non essendo “belli” ma essendo “pratici”.
L’influenza del calcio spagnolo, del Tiki-Taka ha portato tanti addetti ai lavori a pensare che il modello del gioco in ampiezza e del dominio del possesso palla fosse utilizzabile ed attualizzabile a tutte le squadre di qualsiasi categoria e di qualsiasi età e con qualsiasi livello tecnico.
Tutto questo, ovviamente, nel corso del tempo ha portato molti a comprendere che una squadra tecnicamente non valida, che non sa padroneggiare i basilari del calcio, con giocatori non abili nel duello 1v1 non potrà mai dominare il possesso palla e non potrà mai sfruttare adeguatamente le peculiarità del gioco in ampiezza.
Questo ha portato ad un ritorno negli ultimi anni ad un calcio più votato alla ricerca della verticalizzazione immediata rispetto ad un possesso palla sterile che non produce poi alcun vantaggio alla squadra in possesso palla.
Proviamo ad elencare alcuni principi del gioco in verticale facilmente riconoscibili:
Utilizzo di passaggi filtranti
Ricerca degli uomini posti tra le linee
Inserimenti alle spalle degli avversari
Attacchi degli spazi in verticale
Quando nel precedente paragrafo mi esprimevo in modo pessimistico riguardo al periodo intercorso in cui le squadre che ricercavano il gioco in ampiezza erano le migliori, secondo gli addetti ai lavori e no, lo facevo perché voglio ricordare sempre quale sia l’obiettivo di questo meraviglioso gioco di cui siamo innamorati: segnare una rete in più dell’avversario.
La porta è situata sulla riga di fondo, ovvero sul lato corto del rettangolo di gioco, NON sul lato lungo.
Ergo, è disposta in modo da sfruttare la verticalità e non l’orizzontalità votata al gioco in ampiezza.
Ovviamente il gioco in verticale non è “facile da allenare” come sarà capitato a qualcuno di sentir dire; anzi, credo che alcuni principi di gioco di questo modello siano complessi, articolati, ma molto utili alla crescita dei ragazzi e, perché no, degli adulti in categoria.
I concetti di “attaccare lo spazio alle spalle degli avversari” oppure “la ricerca di una giocata a giocatore a muro” presuppone ottima visione di gioco, di ciò che sta avvenendo attorno a noi durante la partita.
Non parliamo dei cosiddetti lancioni dalla difesa in avanti casuali; come detto ci riferiamo a principi chiari, definiti, volti a obbligare la squadra avversaria a lasciare spazi interessanti da andare ad attaccare, situazioni allenabili durante una transizione quando la squadra che non ha palla riesce a recuperarla e sa di poter avere due scelte:
Giocata in verticale per cercare la segnatura di una rete nel minor tempo possibile;
Giocata in ampiezza per consolidamento del possesso in quanto la giocata verticale assente.
Ecco, torniamo quindi al principio generale esposto in apertura di articolo: non è possibile allenare per compartimenti stagni l’uno separato dall’altro, è necessario invece cercare di mettere i giocatori nella miglior condizione di conoscere i principi di gioco e averli chiari in mente sulla base di quello che è il modello proposto dall’allenatore.
PROPOSTE DI ALLENAMENTO
Come accennavo all’inizio dell’articolo, non c’è un giusto o uno sbagliato, non c’è un gioco migliore e uno peggiore; sicuramente c’è un gioco più efficace e uno meno, questo credo che sia chiaramente di facile interpretazione.
E non essendoci un giusto o uno sbagliato, è doveroso allenare e spiegare ai propri giocatori i principi del gioco in ampiezza e i principi del gioco in verticale e il motivo è pressoché detto.
Sfruttando alcuni principi del gioco in ampiezza possiamo liberare la profondità da poter sfruttare col gioco in verticale; sfruttando alcuni principi del gioco in verticale possiamo isolare giocatori in ampiezza da sfruttare con i principi di suddetto modo.
Insomma, è chiaro che è necessario unire i due concetti, non ragionando per compartimenti stagni, non concentrandosi solo su uno stile di gioco, ma provando a combinare i punti di forza di entrambi al fine di ottenere giocatori più pronti e capaci di leggere le situazioni di gioco che si presentano durante la partita.
Per ottenere da parte dei ragazzi una conoscenza approfondita dei principi di ciascun gioco è necessario scomporre il tutto andando a sviluppare ed allenare dapprima i principi separatamente e, infine, unendoli ottenendo così uno sviluppo più lineare e vicino a ciò che i giocatori troveranno in partita.
Questo permette una miglior comprensione e un miglior sviluppo cognitivo da parte dei giocatori e delle giocatrici, permettendo loro di provare, sperimentare, sbagliare ma conoscendo quello che potrebbe palesarsi durante la partita.
Le proposte, come vedrete, prevedono sempre:
Una direzione di gioco;
La presenza di compagni di squadra;
La presenza di avversari;
Talvolta la presenza di porte o zone di meta
Ritengo fondamentali questi aspetti in quanto permettono ai giocatori di provare in contesti che durante la partita potrebbero ritrovarsi, potrebbero riconoscere.
Nulla vieta, comunque di predisporre attivazioni tecniche volte alla ricerca dei passaggi in verticale per i controlli corretti o dei passaggi in ampiezza volti allo sviluppo dei controlli orientati e alle corrette posture del corpo.
PROPOSTE PER IL GIOCO IN AMPIEZZA
Andiamo adesso a sviluppare alcune proposte valide per i principi del gioco in ampiezza. Come sempre si tratta di proposte esplicative, non necessariamente frutto di uno sviluppo a step.
Questo perché vogliamo dare degli spunti che permettano di riflettere e allo stesso tempo permettano di trovare soluzioni anche migliorative delle proposte indicate.
Possesso 4v4 + 1 jolly interno + 2 jolly esterni in ampiezza

L’esercitazione è un possesso palla con un campo diviso in tre settori verticali: due settori esterni dove stazionano due jolly (identificati come i giocatori che normalmente giocherebbero esterni) e un settore interno dove si gioca una situazione di 4v4 + jolly.
L’obiettivo è quello di far transitare la palla da un jolly esterno all’altro passando obbligatoriamente dal jolly interno.
Non è possibile, tuttavia effettuare un passaggio da jolly a jolly, rendendo così obbligatorio alla squadra in possesso lo smarcamento e la ricerca poi del giocatore interno in situazione di superiorità.
Questo impone ai giocatori interni un movimento continuo, uno smarcamento continuativo e soprattutto una presa di “coraggio” dovendo evitare il classico appoggio se in difficoltà ma trovando soluzioni alternative essendo anche in superiorità: la giocata c’è sempre, va solo trovata
4v4 con 2 jolly esterni

Si gioca una situazione ridotta 4v4 + 2 jolly esterni bloccati. Il goal è valido solo dopo che si è passati obbligatoriamente da un jolly esterno; il goal vale doppio se la squadra riesce a passare da entrambi i jolly.
Questa semplice situazione obbliga la squadra a far transitare la palla da sinistra a destra e viceversa obbligano gli avversari a gestire gli scivolamenti orizzontali ma allo stesso tempo a tenersi pronta a difendere la porta per evitare la segnatura di una rete.
Partita a tema 7v7 per sviluppo gioco in ampiezza

Si gioca una partita 7v7 con il campo diviso in tre settori: nel settore centrale si gioca un 5v5 mentre nei due settori laterali si gioca un 1v1.
L’obiettivo è quello di segnare più goal possibili con unico vincolo che è quello obbligatoriamente di passare da un giocatore esterno. Questo potrà:
Giocare internamente per far finalizzare i giocatori nel settore centrale;
Se è nella metà campo offensiva, può entrare nel settore centrale per concludere l’azione calciando direttamente in porta
Con queste proposte, come detto, stiamo esasperando il gioco in ampiezza obbligando i giocatori a ricercarlo anche se potrebbero esistere soluzioni alternative più efficaci.
Tuttavia, siamo passati da una situazione di jolly esterni ad ora una situazione dove sul settore esterno è presente una situazione di 1v1, più similare alla partita.
Partita 9v9 con obbligo occupazione di settori esterni

Si gioca una partita 9v9 con un campo diviso in tre settori non vincolanti come posizionamento. La squadra in possesso palla è obbligata ad occupare con almeno un giocatore ogni settore, sia quello interno che quello esterno; il goal per essere valido impone che in ogni settore sia presente almeno un giocatore. La squadra in non possesso non ha vincoli particolari da dove rispettare.
Se volessimo ricercare un eventuale step successivo, potremmo provare ad affidare alla squadra in non possesso alcuni compiti specifici, due a dire la verità:
Se la palla è in un settore esterno, si deve occupare quel settore e il settore centrale;
Se la palla è nel settore interno, libertà di occupazione dei settori come meglio credono.
Da queste proposte possiamo costruirne molte altre sempre con lo sviluppo del gioco in ampiezza.
Potremmo costruire esercitazioni o partite a tema in cui l’obiettivo è quello di far transitare la palla in una determinata zona esterna, per esempio quella a destra, ricercando poi un cambio di campo immediato verso sinistra, forzando le giocate e imponendo alcune decisioni.
Personalmente non sono un grande amante di questa tipologia di esercitazioni perché impone ai giocatori l’obbligo di rispettare il diktat senza poter mettere estro e fantasia e senza leggere quello che il gioco sta fornendo loro come situazione.
PROPOSTE PER IL GIOCO IN VERTICALE
Andiamo adesso a sviluppare alcune proposte valide per i principi del gioco in verticale. Come scritto e affermato per le proposte del gioco in ampiezza, anche in questo caso si tratta di proposte esplicative, non necessariamente frutto di uno sviluppo a step. Il nostro principale obiettivo è far comprendere la diversità dei principi proposti in ciascuna seduta, chiaramente e facilmente individuabili.
Possesso 4v4 + 2 vertici con campo a clessidra

Costruito un campo a clessidra come in figura con le zone bianche non occupabili, si gioca un possesso 4v4 + 2 jolly vertici.
L’obiettivo è far transitare la palla da un vertice all’altro con unico vincolo che il vertice, una volta giocata la palla nel settore centrale, questa non può essergli restituita. La palla deve essere giocata prevalentemente rasoterra combinando con i propri compagni di squadra.
Situazione 3v3 + 2 vertici

Si gioca una situazione di 3v3 + 2 vertici con 2 porticine per squadra.
La squadra in possesso, in figura la squadra blu, per fare goal deve transitare obbligatoriamente dal vertice del proprio lato ma può usufruire anche del sostegno del jolly posto sul lato opposto.
La squadra che difende, in figura la squadra rossa, deve impedire di subire la segnatura di una rete e transitare obbligatoriamente dal vertice quando riconquista la palla non potendo ricercare l’aiuto del sostegno.
5v5+jolly interno con attacco dello spazio

Si gioca un 5v5 + jolly. Le due squadre devono effettuare almeno 4 passaggi consecutivi prima di poter attaccare senza palla lo spazio in verticale identificato in figura, stoppando all’interno di quest’ultimo la palla (1 punto).
La squadra che recupera ha il compito e l’obbligo di verticalizzare immediatamente cercando 1 punto entro 5 secondi; se ci riesce questo vale doppio.
Partita a tema 8v9 con attacco dello spazio e verticalizzazione

Si gioca una partita 8v9 come in figura. La squadra blu difende la porta con il portiere e per segnare una rete deve effettuare un inserimento nel settore bianco; la squadra rossa, invece, difende lo spazio e deve fare goal al portiere.
Quando la squadra rossa recupera palla deve cercare immediatamente la verticalizzazione per segnare una rete, con goal che vale doppio se segnato entro 5 secondi dal momento del recupero.
L’allenatore o il collaboratore scandiranno bene i secondi.
Partita a tema per la ricerca del giocatore tra le linee

Si gioca con due squadre contrapposte 433 con le due punte centrali di entrambi gli schieramenti che giocano “zonati” nel settore identificato NON attaccabile da nessun giocatore, neanche dai difensori centrali.
Per segnare una rete è necessario “sbloccare” la punta centrale della propria squadra liberandola di fatto dalla zonatura e rendendola libera. La punta dovrà essere abile nel farsi trovare tra le linee chiamando palla.
La squadra in NON possesso, invece, ha l’obbligo di impedire la segnatura di una rete e, recuperata la palla, deve necessariamente cercare la verticalizzazione immediata per la punta centrale o un altro giocatore offensivo.
Se in 8 secondi riescono a liberare la punta e a segnare una rete, questa vale doppio.
OSSERVAZIONI E CONCLUSIONE
Come indicato inizialmente queste sono solo alcune delle centinaia di proposte che è possibile inventare, costruire, elaborare per lo sviluppo dei principi di ciascun gioco, sia per quello in ampiezza che per quello in verticale.
Chiaramente ci rendiamo conto, analizzandoli più dettagliatamente, di come anche nel gioco in verticale siano importanti alcuni accorgimenti del gioco in ampiezza; viceversa, nel gioco in ampiezza ci rendiamo conto di come siano importanti allo stesso tempo alcuni accorgimenti del gioco in verticale.
Insomma, l’uno non esclude l’altro.
Come ampiamente detto e ridetto più volte nel nostro articolo; quello che è rilevante è comprendere la forza e l’importanza di ciascuno strumento utile al fine di rendere i nostri giocatori più formati e in grado di risolvere i problemi che, durante la partita, si presenteranno.




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